Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

Il Piano Territoriale di Coordinamento rappresenta il principale strumento di ascolto e di governo a disposizione della comunità Provinciale e costituisce lo strumento di pianificazione che delinea gli obiettivi e gli elementi fondamentali dell’assetto del territorio provinciale, in coerenza con gli indirizzi per lo sviluppo socio-economico e con riguardo alle prevalenti vocazioni, alle sue caratteristiche geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche, paesaggistiche e ambientali.

Il suo scopo è orientare le scelte e mettere ordine nel territorio attraverso una proposta complessiva che riguarda specificamente la grande rete delle infrastrutture, che riconosce l’esistenza di un sistema ambientale con le sue articolazioni e individua un sistema insediativo, fissando gli indirizzi per lo sviluppo dei centri urbani e delle aree produttive.

Il piano si rivolge ai Comuni, agli enti di governo del territorio e a tutti i cittadini e promuove l’identità e la coesione sociale attraverso un sistema di obiettivi strategici condivisi.

La trasformazione più evidente avvenuta nello spazio europeo in questi ultimi anni è la diffusione degli insediamenti sul territorio, con la perdita della distinzione fra zone urbane ed aree rurali. Le ricadute negative sono avvertibili in termini di governabilità del territorio: problemi crescenti nell’organizzazione dei servizi pubblici, inclusi quelli di trasporto, crescita del traffico veicolare e difficoltà nel garantire una manutenzione di tutta la rete viaria, impossibilità di fornire adeguati e accessibili presidi scolastici e socio-sanitari su tutto il territorio.

Questi modelli di urbanizzazione si manifestano anche nella provincia di Parma, anche se il fenomeno si presenta connotato diversamente nei vari contesti territoriali e assume particolare rilevanza nei Comuni della cintura del capoluogo.

Il piano a questo riguardo formula indirizzi urbanistici ai Comuni, per razionalizzare e riqualificare i fenomeni di dispersione insediativa, allo scopo di costruire un diverso assetto del territorio basato sul policentrismo. Attraverso il potenziamento e la riqualificazione dei centri urbani principali, l’obiettivo è costruire un vero e proprio sistema integrato di città, dove ridefinire l’articolazione dei servizi e delle funzioni, valorizzando il ruolo del capoluogo per le attività e le relazioni di livello superiore.

Il piano affronta le tematiche ambientali a partire dagli aspetti di particolare fragilità.

In relazione alle caratteristiche del territorio si è innanzitutto affrontato il tema della vulnerabilità degli acquiferi sotterranei. Il P.T.C.P. evidenzia le zone di maggiore sensibilità che riguardano principalmente le aree dell’alta pianura e delle prime colline per le quali sono definite particolari misure di prevenzione e controllo.

L’altro problema ritenuto prioritario è il rischio idraulico che, come dimostrato dai continui avvenimenti alluvionali, è elevato ed estremamente diffuso e rappresenta la più evidente emergenza ambientale del territorio provinciale. Le proposte avanzate mirano a un assetto territoriale compatibile con la sicurezza idraulica attraverso l’individuazione delle fasce di pertinenza fluviali e la programmazione di azioni e interventi di difesa e di riduzione del rischio.

Il terzo grande tema affrontato dal P.T.C.P. è relativo al dissesto idrogeologico, che interessa con frane e altre forme di dissesto oltre il 10% del territorio montano. Di fronte alla vastità, gravità ed eccezionalità dei fenomeni di dissesto che interessano in maniera ormai generalizzata l'Appennino Tosco-Emiliano, è stato attivato il progetto di difesa attiva del territorio con il concorso di tutti gli enti interessati per il reperimento delle ingenti risorse necessarie per le opere di bonifica, ripristino, regimazione e consolidamento del suolo.

Il piano, oltre a proporre strategie e progettualità per affrontare le situazioni di rischio e crisi ambientale, riconosce la necessità di valorizzare e tutelare i luoghi di maggior valenza naturalistica e paesaggistica. Attraverso la previsione di diverse forme di gestione ambientale (parchi, riserve, aree di riequilibrio ecologico, progetti di valorizzazione ambientale, ecc.) ci si è posti l’obiettivo di realizzare una rete ecologica di rango provinciale, che rappresenterà un importante componente della qualità del territorio.

L’organizzazione territoriale proposta riconosce naturalmente alla città di Parma il rango di “Polo Ordinatore” dell’intera provincia, cioè di centro portante dell’armatura urbana dove si concentra l’offerta di servizi rari e strategici. Al capoluogo, nodo di connessione con le reti di livello nazionale e internazionale, il piano provinciale affianca Fidenza e Salsomaggiore nel ruolo di centri urbani di riferimento per l’area posta ad ovest del fiume Taro, ma che possono svolgere tale funzione anche per l’area piacentina e cremonese posta a confine. L’assetto prefigurato a Salsomaggiore - finalizzato al suo sviluppo nel campo turistico e ricettivo - è coordinato con quanto previsto a Fidenza, importante nodo infrastrutturale, scolastico e culturale, così da attivare un unico polo ordinatore costituito dall’insieme dei due centri urbani.

In relazione con i poli ordinatori il piano provinciale individua una serie di Centri Integrativi, che hanno la funzione di articolare ulteriormente l’offerta delle più importanti funzioni urbane. L’assetto insediativo proposto si completa con l’individuazione dei centri di base e di presidio territoriale che hanno la funzione, soprattutto nelle zone montane, di garantire una dotazione di servizi essenziali per la qualità della vita della popolazione residente.

Oltre alla diffusione insediativa e all’evidente monocentrismo del capoluogo, uno dei problemi aperti è rappresentato dalla necessità di garantire un'equa accessibilità a tutto il territorio. L’accessibilità è infatti uno dei fattori decisivi per strutturare e razionalizzare i sistemi insediativi e, soprattutto, per consentire condizioni di sviluppo e competitività al sistema produttivo locale rispetto al contesto nazionale ed europeo. 

Le proposte del piano relative al sistema infrastrutturale sono finalizzate a realizzare un sistema di mobilità che consenta di migliorare i collegamenti fra gli insediamenti, garantendo adeguate condizioni di accessibilità alle varie parti del territorio provinciale e la loro apertura verso l’esterno.

Uno dei punti di forza del territorio provinciale è costituito dalla centralità di Parma nel sistema relazionale medio - padano con le sue potenzialità e attitudini a svolgere un ruolo di nodo strategico negli scambi a scala nazionale e internazionale.

L’obiettivo generale è la costruzione di un sistema integrato per la mobilità delle persone e delle merci, che consenta - anche attraverso la realizzazione di corridoi plurimodali costituiti da assi ferroviari e stradali fra loro coordinati - di migliorare la centralità del territorio provinciale e di conseguire un più alto livello di competitività economica, pur mantenendo ferma l’attenzione alla qualità ambientale.

Il corridoio Tirreno - Brennero (TIBRE) è un asse trasportistico di riconosciuto livello nazionale ed europeo, che collega l’Italia meridionale, l’area tirrenica e quella padana all’Europa centro orientale. Il corridoio Centrale Est-Ovest costituisce l’asse portante di tutto il sistema insediativo regionale, e anche di quello provinciale, asse che viene ulteriormente potenziato con la realizzazione del quadruplicamento veloce della linea ferroviaria Bologna - Milano.

La realizzazione di questa nuova infrastruttura ferroviaria consente di spostare quote significative del traffico merci e passeggeri dalla gomma al ferro e di realizzare sulla linea ferroviaria esistente, non più satura come oggi, il Sistema di Trasporto Regionale Integrato Passeggeri (STRIP), che in modo rapido, continuo e cadenzato collegherà tutti i centri urbani posti sulla Via Emilia fra Milano e Bologna. A livello provinciale sarà inoltre possibile configurare un migliore sistema di trasporto collettivo su ferro, che si avvarrà della presenza delle linee ferroviarie esistenti e consentirà di attuare collegamenti ferroviari più efficienti tra Parma, Fidenza e Salsomaggiore Terme, ma anche con Borgotaro, Fornovo e Collecchio.

Il progetto di assetto per la rete stradale definisce una maglia viaria principale di tipo ortogonale, dove gli assi est - ovest comprendono: la Cispadana, l’Autostrada A1, la via Emilia con le relative varianti al tracciato storico, la Pedemontana. Questi itinerari sono intercettati da un sistema di assi nord-sud, corrispondenti alla SP 665 Massese - SP 343 Asolana con il ponte sul Po, all'A15 e la proposta di nuovo collegamento con l’Autostrada del Brennero a completamento del TIBRE autostradale, alla SP 359 e alle SP 12, 59 e 10.

L’obiettivo principale è fornire al territorio provinciale un sistema comodo ed efficiente di collegamenti fra il cuore centrale della Via Emilia e le aree più periferiche. Per un maggior riequilibrio territoriale, assume un ruolo strategico la prosecuzione e l’adeguamento dell’asse pedemontano nonché la realizzazione di quello cispadano, che potranno contribuire utilmente al superamento della frattura relazionale attualmente esistente fra le aree ad est e ad ovest del Taro. Infine risulta di particolare rilevanza la Fondovalle del Taro, che insieme alla SS 62, alla SP 308 e alla SP 523, può migliorare ulteriormente le connessioni interregionali.

Il potenziamento dell’Aeroporto e delle infrastrutture a servizio della logistica quali l’Interporto di Fontevivo completano il tema degli obiettivi per lo sviluppo della mobilità proposti dal piano.

Nell’ambito dei temi relativi alle infrastrutture per la mobilità, il PTCP ha approfondito anche il settore della mobilità lenta e in particolare degli itinerari ciclabili che, come mostrano esperienze sempre più numerose e consolidate, possono concretamente rappresentare una nuova modalità di fruizione del territorio e uno strumento per contenere la crescita e l‘invadenza  della mobilità veicolare.

La qualità complessiva dell’ambiente assume una rilevanza particolare per la provincia di Parma, essendo questa fortemente connotata dalla presenza del settore agro-alimentare, che esprime un intenso rapporto tra attività produttiva e territorio, tanto da qualificare tutto il sistema economico locale.

Per questi motivi la salvaguardia del settore agro - alimentare diventa un’istanza di rilevanza generale, tale quindi da interessare le istituzioni in un’opera di prevenzione dei possibili problemi in grado di metterne in discussione le opportunità di sviluppo.

In questa direzione, il ruolo del piano è quello di assicurare che il contesto sociale, ambientale e infrastrutturale sia il più favorevole possibile allo sviluppo del comparto, nell’ambito del rispetto delle condizioni di equità nell’utilizzo delle risorse a favore di tutto il territorio.

Le caratteristiche delle risorse ambientali sono un aspetto fondamentale per la qualificazione delle produzioni agro - alimentari, sia sotto il profilo strettamente inerente il mantenimento della qualità dei prodotti, sia più in generale per l’immagine della zona di produzione. All’interno di un confronto competitivo di livello europeo e mondiale, la produzione agro - alimentare può trovare un sostegno importante in un territorio che abbia, oltre ad aspetti artistico - culturali di notevole pregio, anche una peculiare qualità dell’ambiente.