La terza edizione del Mercatino di Natale, organizzata dal Centro di Salute Mentale dell’Azienda USL e dal Comune di Torrile, ha messo a segno un ottimo risultato. Sono infatti venuti in tanti, nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 dicembre, nonostante le temperature rigide, a partecipare all’iniziativa, bella occasione di incontro e integrazione.
Un’idea all’insegna della solidarietà proposta dal C.S.M. 24 ore di S. Polo di Torrile, dal Centro Diurno Anziani, dal Centro Le viole, dal Parco Boschi di Carrega, da Muungano Africa, da Caritas Interparrocchiale e Gruppo Oratorio dei ragazzi di medie e superiori.
"Anche quest’anno – commenta Maria Zirilli, responsabile della U.O. Parma Nord - grazie all’impegno degli operatori ed alla generosità di molti, con il ricavato delle due giornate, gli ospiti della struttura saranno accompagnati a Livigno, per una vacanza di una settimana".
La struttura di San Polo di Torrile è dotata di 10 posti letto, di cui 5 di riabilitazione intensiva e 5 per la " crisi", per i ricoveri, cioè, di persone che provengono dal Diagnosi e Cura o da altri Servizi presenti sul territorio.
"Questo C.S.M – continua la dottoressa Zirilli – nel corso degli anni si è progressivamente trasformato, ed è, oggi, una struttura specializzata per la presa in carico "a tutto tondo" di pazienti in giovane età, con problematiche psichiatriche. I posti sono costantemente tutti occupati ed il turn over è alto, basti pensare che nel 2005 sono stati accolti oltre 70 utenti, con un’età media di 26 anni".
Sono numerose le attività svolte nel Centro, assicurate da una coordinatrice infermieristica, 9 infermieri professionali, 2 operatori tecnici ausiliari,1 educatore, 2 psicologi e 1 medico psichiatra, oltre che dal primario responsabile, Maria Zirilli.
Si tratta di attività di riabilitazione, dall’ippoterapia alla kick-boxing, dal nuoto al calcio, oltre che dal teatro, la cucina e il laboratorio informatico, recentemente attivato, a cui si aggiungono la psicoterapia, individuale e di gruppo, gruppi di mutuo-auto-aiuto, gruppi di sostegno per i famigliari, nonchè l’attività di accoglienza e la farmacoterapia.
"Particolare attenzione – procede la psichiatra – è posta al rapporto interpersonale tra ospiti e operatori: il clima che si respira nel Centro è di famigliarità. Chi presta il proprio servizio nella struttura mangia quotidianamente con gli ospiti, così come è previsto che almeno una volta al mese anche i famigliari possano consumare un pasto con i loro congiunti. Tutti i martedì – conclude il Primario – ricevo personalmente i famigliari e i ragazzi del Centro, proprio per raccogliere i loro punti di vista, le impressioni, valutare insieme a loro ed agli operatori i progressi fatti, quelli in itinere ed eventuali possibili miglioramenti ."